Dalle paludi alla prosperità: mille anni di storia
Siamo la Corte del Bene: un’antica corte benedettina a Vanzo di San Pietro Viminario, ai piedi dei Colli Euganei, che dopo mille anni di storia ha trovato una nuova vita.
Crediamo che la terra vada lavorata con lo stesso rispetto con cui i coloni la coltivavano per i monaci di Santa Giustina, e che il passato sia il punto di partenza per costruire il futuro: per questo abbiamo restaurato questi spazi con calce e canapa, un materiale antico quanto innovativo, simbolo concreto del nostro modo di intendere la sostenibilità.
Oggi la Corte del Bene è azienda agricola, Museo Agricolo e luogo di eventi: tre anime che condividono una sola storia. In campagna portiamo avanti il lavoro della terra; nel museo raccontiamo mille anni di vita rurale, dalle bonifiche benedettine alla famiglia Trieste; negli spazi recuperati della corte accogliamo eventi, percorsi didattici e laboratori di bioedilizia.
Non un semplice restauro, ma un progetto che riconnette i fili della storia: l’ingegno dei monaci, la resilienza di chi ha attraversato persecuzioni e ricostruzioni, e oggi la scelta di un futuro sostenibile, qui, in questa corte.



Scopri la storia millenaria della Corte del Bene, un viaggio che attraversa secoli di trasformazioni territoriali e sociali.
La Corte del Bene nasce nel cuore delle grandi bonifiche promosse, a partire dall’anno Mille, dagli abati di Santa Giustina, che trasformarono le paludi del territorio padovano in terre coltivabili, organizzando coloni, contratti agrari e una rete idraulica ancora oggi leggibile nel paesaggio. Sulla facciata sud è emerso durante i restauri uno stemma in pietra del Quattrocento, con palma, pugnale e corona, sigillo dei monaci benedettini e simbolo del martirio di Santa Giustina.
Nel 1836 la proprietà passò alla famiglia Trieste, imprenditori ebrei padovani attivi nella seta, nel termalismo (sono tra i fondatori di Abano Terme) e nell’agricoltura, fino a 480 ettari nel Novecento. Una storia di filantropia interrotta dalle leggi razziali del 1938, con confische, persecuzioni e la deportazione di Giacomo De Benedetti ad Auschwitz, e ripresa dalla famiglia dopo la guerra fino al 1957.
Oggi la Corte del Bene è rinata grazie a un restauro in calce e canapa, materiale carbon negative, isolante e biodegradabile che richiama proprio la canapa coltivata dai coloni medievali per i monaci. È azienda agricola, Museo Agricolo e spazio per eventi e percorsi didattici: un luogo dove mille anni di storia incontrano la sostenibilità.
